Ho visto cose

Tutti i trucchi per rubare in Italia raccontati da un manager pubblico

di Alberto Pierobon (con Alessandro Zardetto)
Ponte alle Grazie, Roma, 2017

Più volte mi è stato chiesto di “confidare” i miei trucchi del mestiere ….. appresi in decine di anni di esperienza maturata in diversi lavori e settori, soprattutto venendo a contatto con quella scuola che molto sa: l’università dei criminali (soprattutto i white collar) e dei lestofanti, non certo dei borsaioli o ladruncoli per disperazione.

E’ evidente, e necessario, guardare al caso concreto, senza saccenteria, rifuggendo dalla verità battezzata dalle comunità che sono delegate a farlo.

Perché il sapere – lo abbiamo capito tutti – viene quasi sempre prefabbricato, è strumentale. Quel sapere usato e propinato dai mass media e nei cenacoli dei cosiddetti “esperti”, spacciandosi per verità colata, indiscutibile, chiedendosi obbedienza.. pena disastri o peccati etici.

Facciamo alcuni esempi concreti che troverete nel libro?

La raccolta differenziata intrapresa anche per moda o per “pigrizia”; la pubblicizzazione o la privatizzazione della gestione dei servizi pubblici senza aver prima “decolonizzato” le teste dei manager o dei politici, e in mancanza del risanamento coraggioso della gestione, nel solo interesse collettivo; la mangiatoia dei contributi pubblici per bonifiche o progetti ambientali anche in iniziative estere (spesso queste ultime spacciate per fini di soccorso, caritatevoli ,ambientali); la gestione di rifiuti che nelle loro varietà tipologiche e gestionali (elettrodomestici, indumenti usati, materiali ferrosi, etc.) inneggiano ad un riciclaggio che tale non è; le truffe nella gestione pubblica e privata dei rifiuti, dalla produzione al commercio, per andare a finire chissà dove (anche all’estero); le perdite acquedottistiche coperte da algoritmi e giochi societari; le operazioni contabili societarie rappresentanti una eccellenza gestionale (gioiellerie) quando in realtà sono congeniate ad altri fini privati (quindi bigiotterie); gli appalti taroccati: la programmazione lasca, la redazione dei bandi che strizza l’occhiolino agli amici, la gestione della procedura come vestito su misura per qualcuno, la commissione di gara che si “presta” all’obiettivo, fino all’affidamento, passando per il piano economico finanziario, gli allegati e quant’altro; la gestione degli incarichi e appalti, concessioni che servono a ingrassare i funzionari e gli affidatari “amici”; i consulenti, professionisti e manager – pubblici e privati – che si prestano a tutto, in modo … canagliesco (da consulenze per cessioni aziende, a intermediazioni commerciali, alla razionalizzazione di attività imprenditoriali, al riciclaggio di denaro, alle comode transazioni in lite tra soggetti pubblici e privati, etc.); i giochetti immobiliari e societari nazionali ed esteri per coprire la realtà della truffa, dell’evasione, del riciclaggio, di tanti affari…

I consulenti, tecnici, periti, esperti di ogni materia e luogo, sanno bene che su ogni “caso” si può opinare e, addirittura, che con una diversa “partenza” o ricostruzione causale, ovvero in tanti altri modi, si può arrivare persino ad arrovesciare il giudizio, come pure gli effetti.

Personalmente, ho potuto vedere molte di queste situazioni, anche in ambito processuale, dove a pagare ingiustamente sono le persone con il loro sangue e carne, spesso discreditate e marginalizzate, abbandonate e offese dai “guru” che scimmiottano teorie e slogans sulla gestione pubblica e privata, parodiando la managerialità di grandi industrie e commercio, anche internazionale, persone che però non sarebbero in grado (con le loro “capacità”) nemmeno di gestire una bancarella al mercato.

Poi, chi dovrebbe controllare e giudicare, anzi, semplicemente gestire o governare in modo corretto e onesto la cosa pubblica, quasi sempre sguazza dentro questi meccanismi e teatrini, con l’imperativo di fare soldi per sé stessi e il loro harem, a tutti i costi, alle spalle degli altri, soprattutto approfittandosi dei soldi pubblici.

Ecco quindi, a mio modesto avviso, l’utilità di scrivere un libro a uso e consumo di tutti, che possa raggiungere chi di questa materia capisce poco o nulla. Allo stesso tempo non mi limito a esclamare, ad alta voce, a tutta la gente, in mezzo al circo mediatico addomesticato e del piattume professionale, che “il re è nudo!”. Perché qui entro, con storie vere e concretamente da me esperite, nei meccanismi, nel “come”, e spero in altro ancora…..

Sono tutte storie e casistiche dannatamente vere che sono state semplificate e sfumate proprio per questo.

Racconto dall’interno (dapprima come dipendente, poi come manager, ora come consulente) come funziona la mala gestione della macchina pubblica e non solo. Ho già accennato prima: gli appalti e le gare truccate; l’amministrazione “allegra” dei beni pubblici. Ma anche le truffe più in voga: l’insidioso mercato degli immobili, l’evasione fiscale internazionale che va dalla ramazzatura dei biglietti aerei con pacchetti turistici, ai contributi di Kyoto, alla finanza green.

Ho voluto inserire anche due storie dove le istituzioni appaiono nella loro voluta confusione e pericolosa stranezza.

Il primo è il periodo emergenziale del 2007 in Campania che mi ha visto incaricato in veste di sub-commissario alla raccolta differenziata, con chiamata testimoniale sui fatti cui ho assistito.

Il secondo è nel 2008, partecipando alle iniziative ministeriali volte alla bonifica della discarica di Korogogho a Nairobi, anche qui negli sviluppi giudiziari successivi.

In accordo con l’editore il libro, pur se sfiora le 300 pagine, è stato ridotto ad un quarto rispetto alle sue originali dimensioni, togliendo (rinviando ad altra pubblicazione?) molti altri casi riguardanti: enti locali, polizia, finanza, banche, società, paesi esteri – soprattutto africani – onlus, land grabbing, turismo e sport. Vedremo “che fare da grandi”!

Mi sono limitato alla parte per così dire .. “dicibile” di numerose casistiche di ruberie, truffe, mala gestio, etc .. esistenzialmente attraversate nella “selva”, dalla quale si dovrebbe poi uscire, come scriveva il sommo Poeta, “a riveder le stelle” (Inf. 139).

Ho visto cose e persone in luoghi e situazioni che forse sembreranno “strane” o fantasiose, al punto che taluni accadimenti, con i loro diavoli scatenati, sono per me ancora misteriosi, una sorta di karma.

Ma questo non è certo un film: è la realtà e le contraddizioni in cui siamo immersi.

Serve quindi decifrare il nostro reale, cercandone un senso, evitando di cadere nella paranoia.

Le nostre sembrano essere generazioni perdute, immerse in un mondo percepito come sempre più da sopportare, che sembra impossibile cambiare.

Ma siamo veramente dei condannati senza speranza?

Davanti a noi scorrono sistematici flussi di corruzione, flessibili, che si intrecciano e si alimentano tra di loro, richiedendo uomini che…. si adattano.

Il guaio è che la gente giustifica le ruberie e le truffe, come fa il naufrago che toglie ad un altro sventurato la trave di legno di appoggio …. Si ripete che l’occasione fa l’uomo ladro, che in certe occasioni tutti ruberebbero allo stesso modo. Si aggiunge: quanti riuscirebbero a dire di no? quanti riuscirebbero semplicemente a fare il proprio dovere?

E, quante volte io mi sono sentito dire “ma chi te lo fa fare?”.

Per non parlare poi dei tradimenti dei nostri amici e compagni di viaggio, di coloro ai quali ci affidavamo. La loro volontà appare perversa e perfida. Soprattutto da parte di chi (moltissimi) si veste dei panni di paladino della legalità per poi pugnalarci meglio, non solo ”vendendosi” .

In questo contesto, è più facile colpire chi non cede, chi è scomodo, chi insidia lo status quo… discreditando, seminando un chiacchiericcio malevolo e velenoso, prefabbricando dossier, come pure confidando nella solidarietà salottiera di cui godono i ladri e i truffatori, aiutati dalle lobbies e dalla massoneria. Il tutto grazie alla saccenteria mediocre delle banalità di coloro che parlano di tutto, sopra tutto, escludendo chi osa porsi contro.

Veramente la nostra è una epoca di scemenze e di truffa organizzata, dove la giustizia latita al punto che chi dovrebbe assicurare la giustizia sembra partecipare ad una grande organizzazione a delinquere.

La giustizia è un’esperienza (che nasce dall’ingiustizia) che non è fatta di leggi, dogmi, norme: così prima di interpretare la legge si deve comprendere noi stessi, dare un senso.

Anche per questo uso prudenza quando mi capita di raccontare questi grovigli, sia perché da outsider rischio l’ostracismo, sia per non passare come un esagerato, un pessimista a oltranza o, peggio ancora.

Purtroppo sempre più la comunicazione oggigiorno spaccia la verità, in modo ambiguo, con inesattezze, pensando a creare gente manipolata, inebetita o, semplicemente, che sguazza in questa artificiosa melma.

Cosi ci propinano banalità e si creano mostri o santi, nella mediocrità e nell’ignavia dei più.

Con il che viene meno la fiducia nella categoria di coloro che rivestono ruoli che dovrebbero come dire “assisterci” nel nostro cammino: gli intellettuali, i politici, i magistrati, i poliziotti, i controllori, i “preti” e così via.

“Una inesattezza, assurta a metodo, è grave, quanto una bugia” scriveva G.Barbiellini Amidei1, che riportava l’esempio di un cronista che deve riferire di un cielo dove passano 750 cigni bianchi e 250 cigni neri. Si può fare informazione in vari modi, ad esempio matematicamente si potrebbe dire “di ogni 1000 cigni che sono passati oggi sul cielo della città, il 75% era bianco, il 25% era nero”, oppure “nel cielo della città c’erano 500 esemplari di cigni bianchi in più di quelli neri” o, “la possibilità che un cigno nel cielo della città sia bianco è dello 0,75%”. Se il cronista si tiene nel generico “Abbiamo visto passare più cigni bianchi che cigni neri”. Se poi la vaghezza si ispira a tendenziosità per i bianchi avremo “Nel cielo della nostra città predominano i cigni bianchi”, se parteggia per i neri: “nonostante la supremazia di ogni bianco, i cigni neri si vanno diffondendo nel nostro cielo”, oppure “la minoranza dei cigni neri già minaccia l’impero dei cigni bianchi”. Si può persino arrivare ad eliminare uno degli elementi della notizia, senza dire una bugia, ma una realtà parziale, di ritaglio “oggi nel cielo della nostra città sono passati 250 cigni neri”, insomma, si falsifica il quadro complessivo, pure dicendo il vero!

Un giorno chiesi al fondatore di una impresa quotata in borsa quali caratteristiche egli pretendeva dai suoi managers. Immediato disse: “la velocità” ed essere un condottiero, avanti a tutti, pieno di passione, piantando la bandiera sul campo di battaglia e incitando la truppa a raggiungerlo.

Visione eroica? Clichè dell’imprenditoria capitalistica? Vero è che in un siffatto mercato che corre a mille se non sei veloce, se non hai una veduta lunga, se non pensi e decidi rapidamente, gli altri ti mandano fuori pista.

Questa visione – forse eccessiva e che risente di un mercato “malato” – contrasta assai con quella della Pubblica Amministrazione e delle sue aziende dove, in primo luogo, ci si deve far accettare, proprio garantendo lo status quo, dove occorre invece avere una veduta corta, saper cianciare, coltivare l’arte del soprassedere e, soprattutto, fare comunella con chi comanda o con chi conta veramente.

Attenzione, questi “peccati” non sono sempre contigui al potere politico, lo sono però al potere finanziario sempre più embricato con la criminalità.

E i managers pubblici e privati, come pure tanti altri servitori dello stato, persino i cittadini, si adeguano.

Per questo è ingenuo dire che bastano delle nuove regole per cambiare.

Si può certo intervenire sulla normativa sui servizi pubblici, sugli appalti, sui contratti, sulla fiscalità e molto altro ancora, migliorando la situazione e disincentivando il malaffare. Ma alla fine rimangono queste incrostazioni, i comportamenti, le persone… nella loro libertà .. Chi mai oggi può governare o gestire assumendosi l’obbligo della verità e della coerenza, non disonestamente e senza malafede? E, allora, ricompare la tiritera rivolta a chi ha (l’assurdo, incomprensibile) coraggio di fare semplicemente il proprio dovere:”ma chi te lo fa fare?”.

Il cosiddetto “progresso” ci vampirizza nella sua apologetica dell’economia finanziarizzata, secondo i dettami delle lobbies che comandano, che ci colonizzano (anche mentalmente).

Ma, il tempo dell’abbondanza è finito e ci avviciniamo sempre più alla fine dell’impero.

Possiamo ripararci nell’interiorità, pensando che la vita è una continua morte e resurrezione, possiamo organizzarci e prepararci, ma sono sempre gli avvenimenti imprevisti, le prove che ci mettono a nudo, modificando il nostro cuore e l’anima.

Il male rimane una realtà ineliminabile, con il quale dobbiamo fare i conti. Non è solo un fare o non fare. Possiamo scegliere anche il meglio rispetto al peggio, per minimizzare il male, per distaccarsene, se non per risorgere.

Ecco quindi l’occasione per maturare e cambiare direzione, comprendendo con l’esperienza il significato delle proprie azioni.

Ed ogni risposta richiede l’ascolto della pietas, perché, alla fine, il senso di tutto è quello di capirci e di amarci il più possibile.

No money no party
Come le società in house, le società dal comune e che svolgono servizi pubblici locali, si “costruiscono” contabilmente e con vari passaggi (affidamenti), utilizzando il denaro pubblico (contributi, sovvenzioni e tariffe) i loro utili, immagine di eccellenza manageriale, premialità, benefit e tanto altro



Spartizione di ruoli
Che funzione hanno i flussi di quanto riguarda (rifiuti, acqua, etc.) i servizi pubblici nella pianificazione e nella programmazione? Come pure nella costruzione di un sistema impiantistico, dei servizi e tariffario? Sono flussi di cose e di denaro che non sempre seguono i bisogni della utenza….



Le regole del cartello
Gli affidamenti e le gare pubbliche.



“Come mia figlia di cinque anni”
Spesso il servizio pubblico e privato uguali sono. Nelle finalità, nei meccanismi, come… nell’appetito. Un po’ di esempi.


 

Cooperative sociali
Come si utilizzano nei servizi pubblici le onlus e le cooperative: non solo per creare occupazione e consenso…


 

Mettiamoci una toppa
Le “perdite” nel servizio acquedotto.


 

Autocertificazioni
Documenti e fonti diverse per dichiarare lo stato delle perdite acquedottistiche. Troppi dati o poca qualità di dati? O che altro?


 

Vento di rivoluzione
Sulla difficoltà di fare fino in fondo il proprio dovere, da soli e abbandonati, in un sistema collusivo dove le persone e le lobbies rimangono sempre le stesse. E i comuni stanno ipocriticamente a guardare…la giustizia dov’è?


 

L’odissea degli autonomi
Il vero recuperatore degli imballaggi è chi va a riprenderseli dai propri clienti, quando essi diventano rifiuti. Nell’effettivo riciclaggio o recupero: il resto sono chiacchiere.


 

Tariffe vampire
Paradossi tariffari (es. rifiuti) e vessazioni sulle piccole utenze. L’assurdità di talune tariffe “a contatore” che si pagano come possibilità di utilizzo. Ho il contenitore ma non metto rifiuti e mi fai pagare un corrispettivo? Come si creano nelle società pubbliche o private dei “tesoretti” tariffari, nei loro bilanci, grazie all’omeopatia e alla serialità delle tariffe. Tanto è Pantalone che paga! La cosmetica contabile anche nelle bollette.


 

Business dei rottami
Il meccanismo del reverse charge.


 

Addensatore si, addensatore no
I materiali ferrosi (rottami, scarti, rifiuti, etc.) tra produttori, commercianti, intermediari, impianti di comodo e impianti finali: cosa può succedere? Un mondo alla rovescia.


 

Ambulanti e alchimisti
Ambulanti (e non solo): sbiancare soldi e rifiuti, inventandosi anche gli uomini.


 

Il magico mondo dei RAEE
I rifiuti delle apparecchiature elettroniche ed elettriche nel sistema gestionale italiano: tra contabilità e trasparenza più o meno attendibile… o artefatta.


 

Quanto va di moda la raccolta differenziata!
La prevenzione o che altro nella raccolta differenziata? Contabilità creative? Le strategie fatte a tavolino nel pensare a un sistema di gestione integrato per un ambito ottimale. Raccolta differenziata o taroccata? Mucchi selvaggi di rifiuti che si mischiano tra quartieri, contenitori e comuni. E io pago! Saltando gli scalini (soglie) della bontà merceologica si ricavano più soldi o meno? Dipende!


 

Bancomat di rifiuti
Le apparecchiature che saltano la raccolta: tra bringsystem e giochetti imprenditoriali. Una novità che ancora va migliorata come idea e disciplina. Intanto…non mancano i soliti furboni.



Cambiare la governance
Non basta cambiare i meccanismi e le procedure: bensì il sistema decisionale, di potere e le persone. E’ proprio impossibile?


 

Miscelazione di rifiuti
Hots-spot tra cementifici e inceneritori italiani ed esteri: anche qui sta il movimento internazionale di rifiuti pericolosi. Con paesi canaglia e controlli sempliciotti.



Il potere calorifico
Un sistema pubblico delittuoso che cerca di spostare i rifiuti che sono recuperabili dalle discariche ad altri impianti, ma senza un vero merito e decisionismo, per incentivare chi?


 

Castelli di sabbia e tutti al mare
La sabbia marina utilizzata per l’edilizia e per rimpolpare, assieme ai rifiuti da demolizione e inerti, le nostre spiagge. E intanto, noi e i nostri figli… respiriamo!


 

Rifiuti spiaggiati
Le alghe spiaggiate sono veramente recuperabili o qualcuno preferisce con esse alimentare gli impianti pubblici dello smaltimento. La scusa è l’autosufficienza bacinale?



Indumenti usati
Il traffico degli indumenti usati, tra i contenitori pubblici svuotati dalle cooperative o appaltatori incaricati, che poi arrivano alle bancarelle dei paesi poveri. Ma quanto pagano per questi stracci gli “ultimi della terra”? E quanto paghiamo noi? Chi ci guadagna insomma?



Interpretazioni differenti
Polverizzando e spruzzando i rifiuti scomodi su quelli visibili, mi libero da un problema, prendendo soldi, anziché pagare il corretto eco-trattamento. L’acciaio dalla Lombardia alla Cina, tramite Singapore? Si, ma…. Casistiche spicciole (ma sintomatiche) nelle spedizioni transfrontaliere.



Triangolazioni
Che caos sono mai queste triangolazioni, quadrangolazioni, pentagolazioni? Una geometria variabile! Il lavaggio di imposta.



Beffare il pubblico
Cambiano i costi e i ricavi, nonché i risultati con il piano economico finanziario e tanto altro. I conti se torturati abbastanza confessano quel che vogliamo! Qualcuno deve pagare la differenza delle inefficienze gestionali scaricando conguagli e anticipi (non solo nei consuntivi) sull’utenza o no? Future, spot e finanza. Sempre e ancora!


 

Il Pef come un salvagente
I piani economici finanziari diventano uno strumento per fare quello che si vuole, a favore di chi si vuole o dello “spolpamento” erariale. Evviva!



Hic sunt leones
Ipotesi di truffe dell’appaltatore che svolge il proprio servizio pubblico per più comuni e utenze. Come guadagnare più volte (grazie al contratto tra il comune e il gestore) con una unica truffa pensata su più fronti. Il molteplice nell’Uno!



Subcommissario
Sull’esperienza di subcommissario alla raccolta differenziata in Campania: per le istituzioni chi è “incondizionato” rimane un marziano …. Insomma “sei gradito se sei funzionale a un disegno, se sei incondizionato sei “out”.


 

Gioco di specchi
Brigantaggio legale nella gestione emergenziale? Tradimenti e collusioni dappertutto. Ma è proprio cosi?


 

L’inferno di Korogocho Puzza di tangenti
La discarica Dandora-Korogocho a Nairobi (Kenya) progetto di bonifica con soldi pubblici italiani. Maddai?! Come surfare nei contratti e con le banche (estero e italia uguali sono). Quel sistema del Protocollo di Kyoto non è forse da rivedere?



Furbizie dirigenziali
Gli Houdini dei rifiuti nei supermercati, nelle GDO e nelle grandi organizzazioni. E tutti sono managers e consulenti di eccellenza? Ma, fatemi il piacere!



Business di guerra
Un esempio di affari immobiliari nei paesi dell’Est europa, …già terreno di conquista della mala, ora pure di italioti arraffoni….



Eludere il fisco
Operazioni fiduciarie per immobili, affari e altro. Tutto quello che avreste voluto sapere e nessuno vuole ancora dirvi…. Paradisi fiscali per fregare il fisco.



Professione: spallone
Chi porta (e come) il denaro “nero” all’estero?



Con noi o contro di noi
A nostra insaputa: come i sensali immobiliari fanno (i loro grandi) affari…bugie e teatrini… mentre la gente non riesce a comprarsi nemmeno una stamberga.


 

Un grandioso futuro con l’Ebitda
Con l’Ebitda gli imprenditori si comprano il loro futuro, vendendo l’azienda, comprando, spostando finanziamenti e così via. Ci guadagnano anche consulenti e …..



Pirateria industriale
I rischi dell’Ebitda: un cavallo di Troia per i manigoldi?



Attenti a quei due
Come va l’Italia nella gestione familistica di enti o aziende pubbliche, nella spudorata connivenza istituzionale (anche dei servitori dello stato depistati), con una “corte dei miracoli” di professionisti proni e pronti a tutto.

Libri

Libri di cui Alberto Pierobon è stato autore, coautore o curatore