Rifiuti nel periodo coronavirus. Flussi degli urbani indifferenziati, dei sanitari, degli speciali. Tutte le problematiche e le soluzioni
Giulio Angelucci e Alberto Pierobon
Durante il lock down soprattutto il tempo ha assunto una dimensione nuova.
Infatti, se da un lato si è vissuti in una condizione sospesa, una sorta di “aura senza tempo tinta …” (Dante, Divina Commedia, Canto III) dall’altro molti settori, tra i quali i rifiuti, hanno dovuto garantire la continuità del servizio in queste condizioni di emergenza.
Come specchio o come ultimo anello della società il settore rifiuti ha dovuto confrontarsi con la pandemia…
All’inizio si dovevano riordinare, interpretare e applicare tutte le novità “sfornate” da diverse fonti non legislative (ISS, ISPRA, MATTM, altri) e trovare una coerenza non solo col dato normativo, ma anche per la concreta gestione dei rifiuti prodotti dai soggetti contagiati, in quarantena, in zona rossa, etc.
Inoltre, abituati a guardare alla complessiva situazione, collegando i “pezzi” di diverse discipline e materie, emergeva nella straordinarietà – che imponeva anche deroghe e necessità di provvedere senza indugi – una diversa luce che ha illuminato meglio anche la normalità degli istituti, nella relazione tra i soggetti, oggetti, attività, etc.
Siamo partiti dalla messa in ordine e ragionamento sulla “nuova” disciplina, affollata delle posizioni e delle voci che vogliono affrontare e risolvere la situazione di crisi con il ricorso ad ordinanze regionali, che portano a scoperchiare altri aspetti che riguardano la gestione dei rifiuti e non solo.
Si è quindi disaminata la disciplina dei rifiuti sanitari in periodo di Covid-19, collegandola ai rifiuti urbani e a quelli assimilati, approfondendo la questione
della classificazione dei rifiuti tra criteri di provenienza (e non), pericolosità e non, regime di privativa e libero mercato.
Come abbiamo notato, per colpa di come è organizzato, non esiste ancora un vero e sano mercato per i rifiuti, massimamente per quelli riciclabili /recuperabili.
Piuttosto esistono più mercati e più soggetti, nell’ombra di occasioni che si offrono e/o si creano: emergenze, contributi, tariffe, collusioni, asimmetrie informative, fake news e slogans (a go go) coprono, offuscano, allontanano dai meccanismi
e dai giochi veri, che si realizzano dietro il sipario e nell’ombra, se quand’anche nella massima visibilità, sotto gli occhi inconsapevoli di tutti.
Anche gli esempi di eccellenza, come pure i soggetti istituzionali, possono diventare buoni complici delle altrui nefandezze.
Qui, grosso modo (ci si consenta), il soggetto pubblico come quello privato uguali sono, come pure il Nord e il Sud e il Paese del Nord Europa e quello asiatico.
Ecco che questi aspetti mostrano, tra altro, le porosità di un sistema che potrebbe, ove gestito in modo irresponsabile (anche da parte dei soggetti pubblici), diventare un’ennesima occasione per la criminalità organizzata.
Il meccanismo si ritrova disseminato nella gestione di tanti flussi di rifiuti, ma le incoerenze, se non contraddizioni, che si riscontrano per queste tipologie e in questo contesto fanno capire che bisogna mettere assieme – in una lettura completa e non solo operativa – la disciplina giuridica, con quella squisitamente tecnica-organizzativa e quella dei proventi (anche qui: corrispettivi, entrate tributarie,
internalizzazione nella c.d. responsabilità estesa del produttore, fiscalità generale,
interventi straordinari statali, che altro?).
È a seconda di come si imposta un
presupposto che si traggono certe conseguenze, in una lettura lineare e causale.
Noi qui scompaginiamo questo metodo per esaminare, con taglio operativo e
casistico (la scuola dei fatti) i problemi che poi vanno, appunto, risolti anche
tornando ai presupposti e ai metodi.
Più esattamente, vengono esaminati, corredati di esempi e schemi:
➣ le cosiddette fonti non normative (pareri, linee guida, circolari, etc.) riguardanti la “nuova” gestione emergenziale dei rifiuti tra urbani e speciali, così
come le novità normative susseguitesi nel tempo, passando alle ordinanze
contingibili e urgenti ex art. 191 D.Lgs. n. 152/2006 emanate dalle varie
Regioni e dalle Provincie autonome;
➣ i “buchi” normativi e le aporie interpretative, che sintomaticamente riguardano: il regime della privativa e non; la qualificazione (in una commistione di comodo, sia giuridica, che organizzativa, che pure nella sua materialità) di rifiuti urbani, assimilati e speciali; le condizioni per svolgere queste diverse attività; come pure i proventi che finanziano le relative gestioni (TARI? Corrispettivo? Fiscalità generale? Altro?);
➣ la problematica della classificazione dei rifiuti di cui trattasi, che pone questioni di responsabilità e pratiche, non solo per i rifiuti indifferenziati (codice EER voce 20) e per quelli speciali-sanitari (codice EER voce 18), ma anche per altri flussi di rifiuti (soprattutto quelli col codice EER voce 19 e, talvolta, per i rifiuti codice EER voce 15);
➣ gli effetti dei diversi scenari (anche in materia di pianificazione e di autorizzazione) e i rischi connessi alla “combinazione” di diversi istituti giuridici (es. tra la produzione dei rifiuti, il deposito temporaneo, gli stoccaggi, il prelievo/raccolta, la mediazione di altri soggetti, …), nelle maglie tra le norme giuridiche, le regole tecniche, come pure tra queste e diverse discipline: tributaria, dei contratti, dei servizi pubblici, fiscali (IVA, ecotassa, …) che potrebbero, addirittura, costituire un incentivo per la scelta di comportamenti di mala gestio, se non criminali.
Infine, sia detto, nessun sistema di leggi può governare ogni singolo aspetto del nostro comportamento. Anche la società deve assumersi la responsabilità di aver creato un ambiente in cui succedono queste cose. Ma bisogna affrontare la realtà della situazione, per trovare una soluzione, il più possibile condivisa, al problema di questa crisi.
Confidiamo quindi che non solo gli operatori e i funzionari possano giovarsi del presente focus, augurandoci di aver contribuito a una maggiore consapevolizzazione sui meccanismi di una gestione che va da tutti meglio approfondita nei suoi effetti, anche da parte delle forze dell’ordine e della magistratura.
Giulio Angelucci, Alberto Pierobon
Libri
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